08 marzo 2015 | Scuola

Alfabetizzazione femminile: ecco perchè dobbiamo vincere la sfida

Alfabetizzazione femminile: ecco perchè dobbiamo vincere la sfida

“Per noi ragazze quella porta era come una magica soglia che portava al nostro mondo speciale”. Così Malala Yousafzai, che nel 2014 è diventata il più giovane Premio Nobel per la Pace della storia, inizia a raccontare i suoi giorni di scuola nel libro “Io sono Malala” e rivolge il suo appello alle Nazioni Unite affinchè milioni di bambine nel mondo possano avere la sua stessa possibilità.

Nei Paesi a basso reddito dell’Asia meridionale, come il Pakistan in cui è nata Malala, e nell’Africa Subsahariana è concentrato circa il 75% dei bambini analfabeti di tutto il mondo, il 53% sono bambine. Secondo l’Unesco, in tutto il mondo ci sono ancora 493 milioni di donne analfabete, il 60% dell’analfebetismo mondiale.

Questi dati ci restituiscono la dimensione della sfida per l’alfabetizzazione femminile, una sfida che oggi conviene a tutti vincere.

Quei 60 milioni di bambine che oggi non possono accedere alla scuola, infatti, rappresentano uno svantaggio dal punto di vista economico per il mondo intero. È questo il dato emerso dal report “Children in Focus” (Plan), che quantifica i costi della mancata alfabetizzazione femminile con una perdita di circa 92 miliardi di dollari ogni anno.

Conviene vincere questa sfida perché, come ha affermato il The Guardian, il tasso d’istruzione di donne e bambine è un “moltiplicatore dello sviluppo” economico per qualsiasi Paese, e le ragioni sono molteplici:

- una donna con un adeguato livello d’istruzione ha maggiori capacità nell’educare i propri bambini che saranno a loro più propensi a ricevere un’istruzione.
- tutta la famiglia godrà di una salute migliore, con un conseguente abbassamento della mortalità infantile ed una migliore alimentazione per i bambini.
- ogni anno di scuola in più a partire dalla secondaria può migliorare il reddito di una donna del 25%.
- una donna che ha ricevuto un’adeguata istruzione dà una spinta alla produttività economica, donando forza e vigore a tutta la sua comunità.

La nostra esperienza sul campo, grazie al programma internazionale Scuole nel Mondo, attivo dal 2004 con progetti di scolarizzazione e assistenza alimentare e sanitaria in 8 paesi e 4 continenti nel mondo, ci racconta che il processo di alfabetizzazione universale è una straordinaria base dalla quale far partire lo sviluppo economico e culturale per i paesi più a basso reddito. I nostri progetti ci raccontano le storie di bambini e bambine che grazie all’istruzione cambiano la visione della propria vita, della comunità in cui crescono e del mondo che li circonda.

Gine, una delle tantissime bambine coinvolte nei nostri progetti che oggi ha 10 anni e vive a Kinshasa nella Repubblica Democratica del Congo, fino a due anni fa passava le sue giornate ad accudire la sua sorellina Marie, di 2 anni, mentre i loro genitori lavoravano nei campi di riso. Non conosceva altro che la propria casa e le campagne intorno. Da quando il progetto l’ha accolta nella sua scuola, il “Groupe Scolaire Thiseleka”, la piccola Gine ha cominciato a studiare con passione ed ha legato molto con gli insegnanti, i volontari e i medici. Frequentando la scuola Gine ha cambiato il modo di vedere la vita e le sue prospettive future. Ha già deciso: vuole proseguire gli studi, ma soprattutto vuole diventare un medico, prendersi cura della sua famiglia e di tutta la sua comunità.

Questo è solo uno dei tanti esempi che rendono visibile la prospettiva di un cambiamento delle condizioni di vita a partire dall’educazione. Grazie ad un’istruzione adeguata, milioni di bambine potranno avere quella possibilità di cui parla Malala: l’opportunità di conoscere e di studiare. L’educazione rappresenta l’unica strada attraverso la quale potranno avere la possibilità di “mettere in gioco” il loro pieno potenziale, a beneficio dell’intera società.

 

Gli interventi sono sviluppati con il supporto del nostro partner scientifico-pedagogico Fondazione Patrizio Paoletti. Consulta il sito.