11 febbraio 2019 | Diritti dell'infanzia

Il mondo di New Life for Children: a Ovest

Il mondo di New Life for Children: a Ovest

 All’Africa Sub-Sahariana spetta il primato del più alto numero di bambini che muoiono prima dei 5 anni. Per questo motivo dal 2008 lavoriamo nella Repubblica Democratica del Congo, che ha iniziato il 2019 con un cambiamento epocale: l’elezione di un nuovo presidente, evento che per il Congo rappresenta la prima transizione democratica e relativamente pacifica dall’indipendenza. Le sfide che attendono il nuovo capo dello Stato, Felix Tshisekedi, sono moltissime, e solo il tempo potrà dirci se ne sarà all’altezza. Il paese è stato già duramente segnato da epidemie di Ebola, guerre, corruzione e disordini politici. L’indice di povertà è altissimo, e sicurezza e ordine pubblico sono estremamente precari.
In questo contesto difficile lavoriamo dal 2008 presso la capitale Kinshasa: nelle nostre scuole, il Groupe Scolaire Thsiseleka e il Complexe Scolaire Maman Gina Kumbi, situate rispettivamente nelle periferie di M'Budi e M'Pila, garantiamo ai bambini (542 nel 2018) un rifugio sicuro e supporto alimentare e sanitario. I pasti distribuiti in questi anni sono stati oltre 128mila.

Continuiamo il nostro giro del mondo dirigendoci nel continente americano, e più precisamente nel Brasile di Jair Bolsonaro, figura controversa e estrema che nel corso della carriera politica ha espresso più volte opinioni populiste, sessiste e omofobe, nonché rimpianto per i tempi della dittatura militare. Bolsonaro è uno strenuo difensore dell’operato delle forze dell’ordine brasiliane, spesso al centro delle polemiche per l’uso indiscriminato della forza contro gli abitanti delle favelas: il 2018 in Brasile è stato segnato da un’impennata di violenze, con il record del numero di persone uccise da polizia ed esercito. La maggioranza delle morti è avvenuta nelle favelas, durante operazioni contro i narcotrafficanti.
A Rio de Janeiro il contesto urbano è reso inoltre più brutale dal proliferare di gruppi armati nati spontaneamente per mantenere l’ordine: milizie che non rispondono ad alcuna autorità riconosciuta, e che nel 2008 proprio Bolsonaro (allora deputato) aveva chiesto di legalizzare. Di recente sembra che queste milizie abbiano iniziato una guerra contro “Comando Vermelho”, il gruppo di narcotrafficanti più potente della città.
Tra le vittime costanti delle sparatorie tra milizie e bande, o tra bande e esercito, i meninos da rua, bambini e adolescenti che vivono nelle baraccopoli. Dalla necessità di proteggerli è nata la nostra decisione di avviare una partnership con la ong brasiliana POSCRIS, che lavora nella favela Malvinas, alle porte di Rio, ospitandoli in un luogo sicuro, dove ricevono un pasto e supporto educativo.
Il nostro obiettivo è fornire a questi bambini un'alternativa alla strada, e una fine diversa da quella per una pallottola vagante.

Concludiamo il nostro viaggio nell'emisfero occidentale ad Haiti, isola messa in ginocchio dalle forze della natura: dopo il terremoto del 2010 a stremare la popolazione ci hanno pensato l’uragano Matthew nel 2016, un nuovo sisma nel 2018 e diverse epidemie di colera. Qui, con la collaborazione dei docenti della Fondazione Patrizio Paoletti, portiamo avanti un programma di formazione di insegnanti e educatori sociali del Vilaj Italyen.
Il percorso pedagogico al Vilaj, orfanotrofio situato in una delle zone più povere e degradate di Port au Prince (la baraccopoli Waf Jérémie), è iniziato nel 2016: subito ci siamo resi conto che fare formazione ad Haiti significava prendere atto che la popolazione parte da una condizione storica di sfruttamento e povertà, che l’ha resa incapace di percepirsi in grado di influenzare il proprio presente e futuro. La mission che condividiamo con la Fondazione Paoletti è perciò quella di risvegliare negli insegnanti e educatori del paese, figure chiave dello sviluppo e cambiamento, la capacità di immaginare (e disegnare) un domani diverso.