01 settembre 2018 | Scuola

Kerala, l'alluvione del secolo

Kerala, l'alluvione del secolo

di Antonia Ori

 

Le piogge violentissime e gli allagamenti che hanno travolto il Kerala, stato dell’India meridionale, in agosto, rappresentano per la regione la peggiore catastrofe degli ultimi 90 anni: nei giorni tra il 15 e il 19 dello scorso mese i temporali incessanti e le alluvioni che ne sono seguite hanno provocato la morte di oltre 300 persone, oltre a danni incalcolabili a edifici e infrastrutture. 220mila persone sono state costrette a lasciare le proprie abitazioni perché completamente invase dall’acqua, o perché a rischio di essere travolte da una frana. Per sfuggire alla furia degli allagamenti, molte persone si sono aggrappate a detriti di ogni genere, o sono salite sul tetto della propria dimora ed hanno atteso le squadre di soccorso per giorni.

Il disastro non ha risparmiato neanche la nostra scuola locale, situata nel distretto di Ernakulam, dove ogni anno assicuriamo istruzione a oltre 300 ragazzi tra i 16 e i 20 anni appartenenti alle famiglie più povere della zona, ragazzi che non avrebbero altrimenti alcuna possibilità di accedere all'istruzione secondaria e all'università. Mentre i piani bassi del Chris Cappell College venivano invasi dall’acqua, il personale dell’istituto, assieme ad alcuni degli studenti più grandi, partecipava attivamente alle operazioni di soccorso delle persone in difficoltà, particolarmente difficili per il fatto che le piogge avevano reso impraticabili moltissime strade: i Frati Carmelitani, che dirigono la scuola, si sono coordinati in brevissimo tempo per unirsi alle variopinte squadre di soccorso, composte di personale governativo, soldati, pescatori, giovani volontari, membri di ordini religiosi. Tutti hanno generosamente lavorato insieme per evacuare migliaia di persone dalle zone alluvionate.

In quei giorni difficili il Chris Cappell College è stato aperto all’accoglienza, fornendo vitto e alloggio a circa un migliaio di persone evacuate. Cessata l’emergenza, il Collegio ha continuato però ad operare come centro di accoglienza per 250 persone che sono rimaste senza una casa: tra di loro vi sono 34 bambini. Le lezioni nel frattempo sono riprese ad un ritmo regolare, sebbene diversi studenti siano dovuti tornare temporaneamente dalle proprie famiglie per aiutarle a ricostruire le abitazioni danneggiate.

Poiché gli allagamenti hanno colpito tutti i 14 distretti amministrativi dello Stato del Kerala, essi rappresentano un duro colpo all’economia della zona e ne mettono a rischio la sicurezza alimentare. Ora che la maggior parte della popolazione è rientrata nelle proprie case, spesso ridotte a un cumulo di fango e sporcizia, il governo ha avvertito la popolazione che ci potrebbe essere il rischio di affrontare una “crisi estremamente grave”, visto che le alluvioni non hanno risparmiato le zone agricole e pastorali, fonte di reddito per la maggioranza delle famiglie della regione. Prima di ritornare al lavoro nei campi agricoli, i contadini dovranno ricostruire le case distrutte, e solo in un secondo momento potranno tornare alle coltivazioni, fortemente danneggiate. I raccolti di riso e tapioca, principali alimenti di base in Kerala, potrebbero subire gravissime perdite: la perdita di entrambi avrebbe effetti devastanti sull’autosufficienza alimentare dello Stato. La nostra attenzione resta massima.